Che cos’è la lesione osteopatica?
LA LESIONE OSTEOPATICA
CHE COS’E’ E COME “GUARIRLA”
La lesione osteopatica è l’oggetto degli osteopati.
Essi sanno riconoscerla e trattarla, ovvero eliminarla. Tuttavia essa non è facilmente riconoscibile. La lesione osteopatica influisce sempre sul movimento, prima di fare male, ledere organi, moltiplicarsi e attaccare tutti i settori. La lesione è un “blocco” o uno squilibrio che non provoca alcun effetto immediato.
Gli squilibri, le alterazioni, i blocchi delle articolazioni sono i principali punti di origine delle lesioni e sono al tempo stesso causati dai traumi o dalle aggressioni provenienti dall’esterno oppure dall’alterazione di una funzione interna.
I traumi possono essere improvvisi o intensi come un incidente, una caduta, un colpo, uno choc emotivo; possono essere di intensità minima e ripetuta come le vibrazioni di una macchina, le posizioni asimmetriche prolungate, un’attività professionale stressante ecc.
Le funzioni interne cercano di assorbire i traumi esterni come l’inquinamento dell’aria, l’intossicazione alimentare, le carenze; gli organi viscerali lottano, integrano, compensano e rigettano secondo le proprie forze, ma se uno di essi si indebolisce crea un disturbo di tipo funzione-struttura che immette la lesione Osteopatica nella sua fase sintomatica.
La lesione Osteopatica include ogni modifica anormale nelle posizioni. Si tratta, in effetti, di squilibrio, disarmonia, disfunzione delle articolazioni, delle ossa, dei muscoli, delle fasce.
Le ossa non sono fratturate, le articolazioni non sono slogate, i muscoli non presentano strappi, i tessuti molli non hanno piaghe: la lesione Osteopatica si presenta nel momento in cui il movimento viene alterato, e nella maggior parte dei casi, invisibilmente alterato.
Successivamente se l’evoluzione lesiva avrà la peggio sull’ autoguarigione, si avrà una progressiva alterazione della struttura e conseguente malattia.
COME OPERA L’OSTEOPATA?
La medicina Osteopatica, oltre che per la innovativa concezione di salute, si differenzia dalle altre metodiche per le svariate possibilità di approccio. Esistono infatti 4 percorsi possibili:
- Le tecniche strutturali
che agiscono direttamente su articolazioni, muscolari, tendini, legamenti, ecc.
- Le tecniche sulle fasce
Ossia sul tessuto connettivo che all’interno del corpo umano avvolge articolazioni, ossa, muscoli, visceri ed è presente in tutto il corpo
- Le tecniche viscerali
Che agiscono sull’apparato viscerale sempre attraverso le mani dell’Osteopata e non con terapia farmacologica.
Questo aspetto è frequentemente trascurato e vogliamo chiarirlo con un esempio: consideriamo un individuo che per un’alimentazione disordinata o scorretta, abbia una digestione particolarmente lunga e difficile; con il protrarsi di questa situazione l’organismo manifesterà il proprio disappunto attraverso la ptosi epatica, magari con un fegato ingrossato o congesto. A questo punto il peso del fegato non più collocato in posizione fisiologica altera l’assetto vertebrale, inducendo alla lunga una iperlordosi di compenso che porterà una sintomatologia lombare.
L’organismo sempre alla ricerca del suo equilibrio ottimale, inizierà a camminare “un po’ storto”, per sentire meno dolore, ecco apparire il dolorino al ginocchio, che appoggiato ad ogni passo con un grado di rotazione diverso da quello normale, non può fare altro che soffrire…
- Le tecniche cranio-sacrali
il cranio è collegato al sacro e a tutto l’organismo tramite un sistema di membrane di tensione reciproca, dunque esiste una grande interdipendenza tra cranio e stato di salute generale. Con questo intervento è possibile profondo dell’individuo e regolarizzare delle situazioni che non avrebbero altro modo di essere risolte. Trova la massima espressione in giovane età, o ancor meglio nel neonato ( in problemi come otite, insonnia, scoliosi, piedi piatti, turbe comportamentali, ecc.).
D.O. Roberto Boghi
Docteur en Osteopatie – Osteopata D.O. mRO (I), Chinesiologo (UNC), Tutor in Osteopatia e Posturologia
Docente di biomeccanica e Osteopatia strutturale presso CRESO (Centro Studi e Ricerche Osteopatiche) – Bari, Jesi