Mobilitazione della colonna vertebrale – Complesso lombo-pelvico e ileo psoas
Come anticipato inizieremo in questo mese ad occuparci della mobilizzazione della colonna vertebrale.
Inizieremo con l’ occuparci del complesso lombo-pelvico che è sicuramente anche nelle nostre palestre la zona più bersagliata dagli esercizi di incremento della mobilità articolare per poi continuare con la mobilizzazione del cingolo-scapolare che viene purtroppo nella maggior parte dei casi tralasciata.
infatti come abbiamo già ribadito la bio-meccanica del calcio parte proprio dal complesso mio-fasciale spalle, esso ha infatti il ruolo di “pivot” della meccanica del calcio.
Facciamo un semplice esempio: il pugile trova il suo punto di stabilità nel bacino (cingolo pelvico) mentre i suoi colpi sono portati con le braccia, nel nostro sport accade all’incirca il contrario infatti il cingolo scapolare è il punto di stabilità attorno al quale si organizza il colpo portato con gli arti inferiori.
La condizione essenziale è quindi che la colonna cervicale e dosale sia libera da restrizioni di mobilità che non consentirebbero l’ottimale ritmo di attivazione della muscolatura implicata.
L’eccesso di tensione/rigidità della zona andrebbe a discapito della fluidità, velocità e potenza del gesto atletico.
Inizieremo ora a trattare un muscolo fondamentale per la libertà della colonna lombare, bacino ed anca: l’ileo psoas.
L’ileo psoas riveste un ruolo importantissimo sia per la sua collocazione anatomica che per la sua funzione.
La sua origine infatti (come possiamo vedere in figura 1 e 2) parte dalla 12° vertebra torcica e comprende tutte le vertebre lombari (fino ad L4), la sua porzione iliaca origina dalla cavità iliaca interna fino alla faccia antero laterale del sacro.
Infine si inserisce con un tendine comune a livello del piccolo trocantere del femore.
Vediamo quindi che realizza un controllo completo di tutta la colonna lombare, bacino ed anca.
é di fondamentale importanza ricordare che esso è lo starter della meccanica del calcio, infatti esso è il flessore dell’anca per eccellenza (è in pratica il muscolo che ci consente di sollevare il ginocchio!).
Capiamo quindi che il “banale” sollevamento del ginocchio a 90° necessario in ogni tecnica di calcio (come abbiamo visto ad opera dell’ileo psoas) mobilizza direttamente anca, bacino e colonna lombare.
Come vediamo dalle immagini le zone di origine del muscolo psoas (porzione vertebrale dell’ileo psoas) sono sia anteriori sui corpi vertebrali che laterali sulle apofisi trasverse delle vertebre, questa grande area di contatto fa si che esso sia fortemente condizionante la mobilità vertebrale nel momento in cui si trovi in accorciamento/tensione.
Inoltre l’ampia inserzione dell’iliaco (porzione dell’ileo psoas inserita sulla parte interna del bacino) è allo stesso modo in grado di condizionare la mobilità del bacino.
Vedremo ora una efficace modalità di allungamento.
1° metodica
L’arto inferiore posizionato posteriormente deve essere in rotazione neutra (o se possibile in rotazione interna), quello anteriore è invece posizionato con il piede in appoggio al suolo e la gamba che crea un angolo di 90° circa con il pavimento. il peso del tronco è in appoggio sul tavolo.
L’atteggiamento del tronco è il più possibile eretto cercando di incrementare la lordosi lombare (fisiologica concavità posteriore della colonna lombare vista di profilo).
Da questa posizione l’esercizio consiste nel cercale lentamente di portare il bacino in direzione del pavimento incrementando molto dolcemente e lentamente la tensione che dovrà essere percepita sulla zona inguinale dell’arto inferiore disteso dietro (tale tensione a seconda delle condizioni funzionali del muscolo si può estendere lungo la parte anteriore della coscia fino al ginocchio, se questo accade il mio consiglio è di dedicare a questo muscolo una parte rilevante del tempo dedicato allo stretching).
Nell’esecuzione dell’esercizio è possibile avvertire tensione sulla parte posteriore della coscia/gluteo dell’arto inferiore avanti ciò è indicativo della retrazione di queste strutture (segno tangibile della necessità di allungarle analiticamente).
Consigli pratici.
é necessario dapprima utilizzare tale posizione per valutare la ipotizzabile non simmetria funzionale del bacino, quindi si eseguirà l’esercizio da un lato e dall’altro al fine di rilevare le seguenti informazioni:
- da quale lato l’angolo di apertura dei due femori è minore (lato dal quale solitamente è presente l’ileo psoas più accorciato)
- qual’è il complesso gluteo/loggia posteriore coscia più accorciato (quindi più in tensione nella fase di allungamento)
- allineamento dei femori (infatti il femore dell’arto avanti deve essere parallelo a quello posteriore, nel caso contrario è probabile un acorciamento del gluteo)
é quindi importante che le posizioni di allungamento dei due psoas vengano eseguite in maniera impeccabile e soprattutto rispettando leindicazioni fornite, se ciò non può essere realizzato significa che occorrerà insistere con l’allungamento sull’ileo psoas accorciato onde equalizzare le tensioni dei due muscoli.
é importante ricordare che la meccanica corporea non giova di un lato ipermobile rispetto all’altro ma è nell’equilibrio funzionale dei due antimeri che si cela la condizione funzionale ottimale .
Un ultima considerazione importante da ricordare è che l’ileo psoas è in relazione con tutta la massa viscerale dell’individuo, quindi risente in maniera importante della funzione organica/viscerale dello stesso, è quindi probabile che lo stato di tensione dell’ ileo psoas si condizionato da abitubini alimentari, sonno, idratazione, fattori stressogeni, etc… (chiaramente oltre all’allenamento svolto in palestra).
Non ci credete? Provate pure a mangiare due pizze 4 stagioni (poco cotte) la sera prima e valutate lo stato di accorciamento degli ileo psoas il giorno dopo!
A cura di Roberto Boghi D.O.
Docteur en Osteopathie, Osteopata DO MROI,
Docente di Osteopatia strutturale presso il Centro Studi e Riceche Osteopatiche (Bari, Falconara, Legnano)


Salve! Non riesco a capire bene la posizione da adottare nell’esercizio di cui sopra (…L’arto inferiore posizionato posteriormente deve essere in rotazione neutra (o se possibile in rotazione interna), quello anteriore è invece posizionato con il piede in appoggio al suolo e la gamba che crea un angolo di 90° circa con il pavimento. il peso del tronco è in appoggio sul tavolo..). Non vi sono illustrazioni? magari anche semplicissimi disegni…..