Tecniche ad energia muscolare principi fisiologici e applicazione

Si definiscono ad energia muscolare (o tecniche miotensive) quelle metodiche di detensione/allungamento mio/fasciale che sfruttano la contrazione muscolare volontaria dell’atleta applicata contro una resistenza.

Esse sono tecniche di allungamento mio-fasciale attive in quanto contrariamente alle metodiche di allungamento analitico comunemente conosciute prevedono una attivazione muscolare volontaria da parte dell’atleta.

FINALITA’ APPLICATIVE DELLE TECNICHE MIOTENSIVE

ALLUNGAMENTO MUSCOLARE SPECIFICO

Possono essere utilizzate efficacemente per l’allungamento mio-fasciale analitico.

Sono tecniche che consentono di bersagliare il singolo muscolo e di “lavorarlo” a seconda delle specifiche esigenze.

Sono estremanete utili sia ai fini atletici che riabilitativi (ad esempio nel recupero di situazioni traumatiche come possono essere contusioni, contratture, stiramenti).

GUADAGNO/RECUPERO DEI PARAMETRI DI MOBILITA’

Le TEM si rivelano utilissime per l’incremento della mobilità articolare sia dell’atleta “sano” che in situazioni dove necessita un recupero funzionale dopo che ci sia stato un qualsiasi trauma.

DECONGESTIONE E RIDUZIONE DI EDEMA LOCALIZZATO

Abbiamo già visto che le TEM possono essere efficacemente utilizzate in seguito ad eventi traumatici, ma è importanete ricordare che con esse si può intervenire precocemente al fine di ridurre il perido di stop forzato dovuto al trauma e migliorare di conseguenza il recupero.

Possiamo infatti tramite esse condizionare il transito fluidico (sistema vascolare e linfatico) riducendo in maniera anche considerevole i tempi di recupero.

REINFORMAZIONE PROPRIOCETTIVA PER LA COMPONENTE CONNETTIVALE (FASCE, CAPSULE, LEGAMENTI, ETC…) E CONTRATTILE (MUSCOLARE)

L’utilizzo delle TEM ci consente di trattare tutte quelle situazioni di “squilibrio muscolare” dovute alla preferenzialità di utilizzo di certe catene muscolari rispetto ad altre (iperspecializzazione del gesto atletico).

Queste situazioni frequentissime a qualsiasi livello, sono difficilmente trattabili con altre metodiche e se trascurate posono portare ad episodi traumatici oltre che limitare in maniera considerevole la performance.

Tipologie di tecniche ad energia muscolare

TECNICHE ISOMETRICHE

TECNICHE ISOLITICHE

INIBIZIONE RECIPROCA

Le metodiche che andremo a descrivere possono essere applicate tutte ed indistintamente alle posizioni di stretching analitico conosciute ottenendo un notevole incremento della efficacia di tali posture di allungamento

Potranno in aggiunta essere eseguite a coppie in modo da renderle ulteriormente più efficaci.

Tratteremo queste tre tipologie di tecniche miotensive in quanto sono quelle che meglio si adattano alle sessioni di allenamento routinarie in palestra e sapientemente integrate nelle metodologie abituali di allenamento sono secondo noi in grado di offrire un valido aiuto.

TECNICHE ISOMETRICHE

Sono tecniche ad energia muscolare nelle quali la forza espressa dall’atleta si equivale alla resistenza.

MODALITA’ DI ESECUZIONE:

1° tempo – ricerca della ottimale tensione muscolare

2° tempo – apnea inspiratoria

3° tempo – contrazione isometrica della durata variabile da 6 a 10”

4° tempo – espirazione

5° tempo – latenza neurologica di 3/4″

4° tempo – allungamento (ricerca della nuova tensione muscolare)

questa metodica va ripetuta per 3/4 esecuzioni

TECNICHE ISOLITICHE

Sono tecniche ad energia muscola re nelle quali forza espressa dall’atleta è minore dei quella espressa dalla resistenza (eccentrica).

MODALITA’ DI ESECUZIONE

1° tempo – ricerca della ottimale tensione muscolare

2° tempo – contrazione eccentrica della durata variabile da 12-15” (tempo dove avviene l’incremento di “lunghezza” del muscolo)

3° tempo – 15/30” di latenza

questa metodica va ripetuta per 3/4 esecuzioni

TECNICHE AD INIBIZIONE RECIPROCA

Sono tecniche di facilitazione neurologica che sfruttano innervazione reciproca di Sherringhton al fine di facilitare il rilasciamento utilizzando una contrazione dell’antagonista omolaterale o omologo controlaterale.

Tali tecniche possono essere applicate con successo alle posture di stretching analitico già conosciute e possono inoltre integrarsi alla isometriche aumentandone l’efficacia (qual’ora se ne presenti la necessità).

A cura di Roberto Boghi D.O.
Docteur en Osteopathie, Osteopata DO MROI,
Docente di Osteopatia strutturale presso il Centro Studi e Riceche Osteopatiche (Bari, Falconara, Legnano)