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DU COPP IS MEGL CHE UAN

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Finalmente!

Stavolta posso dire anch’io di aver partecipato integralmente ad una “trasferta” Yonghon; dalla partenza, carichi di aspettative, fino al rientro a Villa, carichi, tanto per cambiare, di medaglie. E di due coppe, a testimonianza di un duplice trionfo.

Come sempre ho cercato di cogliere tutti gli aspetti, non solo quelli sportivi, ma stavolta non è stato facile perché l’ambiente non era favorevole in tal senso. Il torneo infatti ha riscosso un notevole successo di partecipazione e se questo è indubbiamente positivo per la diffusione del nostro amato sport, di contro ha portato ad avere un palazzetto stipato come un uovo, una temperatura ambientale un po’ eccessiva e un po’ di confusione sulle tribune; tutte cose che non hanno influito sul buon esito della gara ma hanno creato un clima meno adatto a tirar fuori quei risvolti particolari che mi piace notare e di cui mi piace parlare in questi miei resoconti. Ma il fatto che la situazione ambientale fosse meno adatta non significa che siano mancate le scene che piacciono molto a me perchè conciliano con lo sport e con il messaggio che lo sport può, deve e vuole trasmettere: sto parlando infatti della capacità di commuoversi per una vittoria propria o di un amico o amica. Ed è questo tipo di emozione che non solo rende ancor più piacevole la vittoria e la giornata ma è uno degli ingredienti base per quello che ci attende ora… eh, già, perchè è ora che comincia la parte difficile. Ma difficile sul serio.

Ora infatti siamo arrivati a un livello di notorietà all’interno di queste competizioni (tant’è che questo articolo inizialmente pensavo di intitolarlo “Yonghon? Ancora?… Uff, ma che due maroni!”) che ogni volta riconfermarsi campioni diventerà sempre più difficile perchè tutti ci vedranno, e non sempre con simpatia, come il nemico da battere. La ricetta ce l’abbiamo per superare questa sfida; l’ingrediente primario è ovviamente la preparazione tecnica e quella non ci manca grazie a Roberto (senza scordare ovviamente il prezioso contributo degli altri maestri e delle altre cinture nere) che con le sue spinte per il continuo miglioramento non vuole fare il maniaco del perfezionismo come faceva “la Famiglia Incontentabili” di una vecchissima pubblicità ma giustamente vuole inculcare sempre più il concetto di mirare a traguardi sempre più alti perchè nel taekwondo, così come nella vita (di cui il TKD è un’ottima scuola), si può sempre imparare e migliorare. Un’altro ingrediente molto importante è lo spirito di gruppo, il famoso spirito Yonghon del quale tante volte ho cantato le lodi, ricco di emozioni sane quale appunto la capacità dopo tanti successi di commuoversi ancora come la prima volta per una vittoria (e le nostre Charlie’s Angels sono un esempio da imitare in tal senso); e quale anche la capacità di vivere le giornate di gara con leggerezza e goliardia come i nostri baldi Moschettieri.

Io credo, anzi no, io sono certo che con queste premesse e questi esempi davanti anche i prossimi, difficili, traguardi sono alla nostra portata per vincere ancora tutti insieme tante altre medaglie, tante altre coppe e per crescere e arricchirci tutti quanti, atleti e non.

Mi vorrete scusare se, a differenza di altre volte, non faccio l’elenco dei medagliati complimentandomi uno per uno con tutti ma stavolta di medaglie ne abbiam prese talmente tante che se ne avessimo prese un paio in più ci toccava noleggiare un furgone dei traslochi per portarle a casa; mi complimento quindi collettivamente con tutti gli atleti, con i maestri e con tutti coloro che hanno contribuito a formare una squadra altamente competitiva e in grado di sbaragliare gli avversari come anche questo weekend abbiamo saputo fare. E per ben due volte: societaria e regionale.

Bravi tutti, davvero… che siano arrivati primi o ultimi da questo punto di vista non importa… se c’è lo spirito Yonghon si vince tutti. Sempre.

Faccio un’unica eccezione e un’atleta la voglio comunque nominare… no, non si tratta della mia Rebecca; lei la nomino già ogni giorno per dire quanto mi renda orgoglioso… stavolta voglio citare Sara. E non per la medaglia d’oro che ha vinto (e vinto meritatamente) quanto per il fatto che quando poi si è infortunata e ciò le ha impedito di partecipare alla seconda gara cui si era preparata con dedizione non ha mai perso lo spirito e anzi ha sempre avuto sorrisi per tutti. E quei sorrisi facevan più luce della medaglia.

E per finire, visto che di medaglie ne abbiamo vinte un sacco e una sporta, lasciatemene aggiungere qualcuna. Una medaglia a Francesca per come si è data da fare a livello organizzativo, correndo di qua e di là per tutto il tempo con le mani piene di fogli e fogietti fino ad arrivare a sera stanca (anzi distrutta) ma felice. Una medaglia a Giuliano l’autista del pullman che oltre a portarci alla gara e riportarci a casa sani e salvi è sempre cordialmente disponibile, insomma è “uno di noi”. E last but not least una medaglia a Sergio della “Premiata Gastronomia Poggioli – Al paradiso della lasagna” per esser, sempre e non solo questa volta, un pilastro portante, e pervaso di spirito Yonghon, su cui si fonda il gruppo.

Ci vediamo alla prossima
Marco Pizzi

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