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E, come sempre, anche stavolta, dopo aver visto una gara dello Yonghon non riesco a fare a meno di esternare i miei pensieri e le mie sensazioni. Nella precedente occasione, forse ispirato dall’aria della Toscana, terra di poeti, i miei pensieri erano aulici ma questa volta, già mentre ci dirigevamo verso il Palasport non potevo fare a meno, io, grande appassionato di motociclismo, di pensare che eravamo praticamente nel giardino di casa di Valentino Rossi e cosi’ mentre guardavo le gare mi è venuto naturale vedere alcune similitudini fra “The Doctor” delle due ruote e i nostri atleti che, risultato dopo risultato, si stanno dimostrando sempre più dei “dottori” del tatami.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla vigilia, una vigilia in cui la tensione agonistica si tagliava col coltello… vuoi perchè reduci da un grande risultato come la Coppa Chimera e con l’obbligo interiore di confermarsi, vuoi perchè si profilano a breve distanza appuntamenti importanti come gli esami di cintura e i Campionati Italiani, vuoi perchè ogni gara nasconde sempre qualche insidia, persino il meteo ha contribuito con una pioggerellina fastidiosa e un cielo bigio a influenzare l’umore… morale della favola si percepiva nell’aria una forte tensione, quella tensione che può essere deleteria o che può stimolare i campioni a tirare fuori il meglio.

E così, appena giunti a Valentinolandia ciascuno ha cercato di trovare la concentrazione per scacciare la tensione ed affrontare al meglio la gara… il mio metodo, pur non gareggiando anch’io avevo la tensione da scacciare, è stato quello di cogliere attimi, sensazioni, voci e nel farlo ho davvero visto molte similitudini tra gli atteggiamenti, i modi di fare che hanno reso mitico un campione come Rossi e quello che vedevo fare ai miei campioni preferiti: gli atleti dello Yonghon. Chi conosce la cura maniacale con cui il centauro pesarese mette a punto la sua moto non può non notare la meticolosità con cui il Maestro Roberto segue ogni dettaglio della preparazione dei suoi atleti, curandone la messa a punto fino a un istante prima del via. E proprio come per uno scatto bruciante al semaforo anche Yonghon ha subito iniziato bene la giornata: le due Alessie son salite sul podio della loro gara.

Ma le similitudini non si fermano qui… anzi siamo solo all’inizio; più osservavo i nostri atleti prima, durante e dopo le gare, più notavo alcune sfaccettature umane e caratteriali che come hanno contribuito, unite al talento, a rendere Rossi un campione così benvoluto da tutti allo stesso modo rendono, unite ad altrettanto talento, i nostri ragazzi e le nostre ragazze simpatici, vincenti e pieni di quello spirito, lo spirito Yonghon, del quale ci facciamo giustamente vanto.

Ricordate certe pettinature stravaganti e trendy che Valentino sfoggiava sul podio e ditemi se non vi viene in mente la pettinatura altrettanto trendy di Pietro e Matteo che anche loro hanno sfoggiato, ovviamente sul podio. O certi look fuori dall’ordinario come fuori dall’ordinario è il vezzo di Erik e Mattia di arrotolarsi i calzoni al ginocchio attraendo prima sguardi incuriositi e dopo, quando stanno sul podio, applausi ammirati. O l’atteggiamento da compagnoni in gita, tanto simile a quello dei nostri Moschettieri Blu della categoria Senior… allegri e gioviali prima della gara ma concentrati e determinati quando c’è da far sul serio, tanto da riempire il podio coi nostri colori.

E non trovate che certe corse, combattute a sportellate fianco a fianco siano simili alla gara di Sofia, combattuta punto a punto per strappare un gradino migliore sul podio? O che l’eleganza nel disegnare certe curve sul circuito di Phillip Island sia simile all’eleganza di Sara nel coniugare grazia e potenza?

O la capacità di recupero da situazioni veramente stressanti tanto simili a Giacomo che, dopo una giornata in giacca e cravatta (per lui è peggio di una tortura) va a vincere l’oro?

O certe corse in cui il talento e la voglia di vincere si tramutano in una gara perfetta dove curva dopo curva stacchi tutti gli avversari come ha fatto Rebecca che ha inflitto distacchi pazzeschi alla seconda arrivata?

E cosi’, unendo talento, applicazione ed allenamento ad uno spirito gioviale Valentino Rossi è diventato “The Doctor” ma nel nostro piccolo possiamo dire che con il talento e il duro lavoro, uniti all’ormai famoso spirito Yonghon, possiamo dire che siamo un po’ “Doctor” anche noi.

E grazie a tutto ciò, grazie agli atleti che hanno gareggiato, ai maestri e alle cinture nere che hanno aiutato tutti, ai parenti e agli amici che hanno incitato, il risultato a fine giornata non poteva che essere uno: Roberto sul gradino più alto del podio a ricevere la coppa che va ad arricchire la nostra sempre più ricca bacheca.

Io l’ho vista così… e se pensate che Valentino ha vinto nove mondiali e Yonghon domenica ha vinto nove ori forse non l’ho poi vista tanto male. O no? :-)

- Marco Pizzi
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