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Yonghon l’è un gran Yonghon

1st Milan Poomsae Cup-017

Ho voluto aspettare qualche ora prima di mettere nero su bianco questi miei pensieri in questo che sta diventando ormai un appuntamento tradizionale perchè volevo prima sbollire la mia arrabbiatura per lo spiacevole esito della gara che vedeva coinvolta Rebecca che è stata ingiustamente penalizzata e defraudata di una meritatissima medaglia d’oro da parte di una giuria che non si è rivelata all’altezza. Metabolizzata l’arrabbiatura e toltomi, in queste righe iniziali, il sassolino dalla scarpa posso finalmente esternare quanto mi sia piaciuta questa “giornata Yonghon” ricca di “momenti Yonghon”.

E parafrasando il detto “Milan l’è un gran Milan” col quale noi nati all’ombra della Madonnina racchiudiamo in un’unica frase i mille motivi che ci fanno amare la nostra città, possiamo dire che per mille motivi noi della Yonghon Family amiamo questo gruppo e siam fieri di farne parte… e questi motivi trovano la loro espressione in quelli che a me piace chiamare “momenti Yonghon” ossia quegli attimi particolari che arricchiscono emotivamente il gruppo e sono un ingrediente essenziale della crescita umana dalla quale la crescita sportiva, non mi stancherò mai di ripeterlo, è imprescindibile.

Stavolta poi abbiamo bruciato i tempi… di solito i momenti Yonghon contraddistinguono le giornate di gara, ma in questa occasione sono cominciati assai prima… in pratica alla partenza stessa del viaggio di andata. Non è cosa da tutti i giorni infatti vedere qualcuno che, pur avendo preventivato di rinunciare alla trasferta, all’ultimo momento scavalca tutte le difficoltà logistiche (non sto parlando di una trasferta di un paio d’ore da Verucchio a Rimini ma di una trasferta di due giorni e centinaia di kilometri) perchè letteralmente non riesce a staccarsi dai suoi amici, dalla sua Yonghon Family.

Ebbene, noi gente così ce l’abbiamo, e la nostra Angela ci ha regalato questo momento Yonghon che, personalmente mi ha molto colpito. E a quanto pare ne è rimasto colpito anche Giove Pluvio che stava per scatenare sul weekend milanese un nubifragio che non si era mai visto dai tempi di Noè ma di fronte a una simile manifestazione d’affetto ha cambiato idea e ci ha omaggiati di una splendida domenica di sole.

Una domenica che, sportivamente parlando, è stata memorabile; sistemati gli ultimi dettagli il sabato sera dopo cena durante un altro momento Yonghon in cui il clima allegro e scanzonato e soprattutto la lasagna appena mangiata non hanno impedito un’efficace allenamento di rifinitura, lo Yonghon Team si è presentato al palasport per mostrare sui quattro campi di gara tutto il proprio bagaglio di tecnica e di spirito. E il nubifragio a quel punto si è scatenato, ma era un nubifragio di medaglie. E medaglie pesanti… medaglie del metallo più prezioso. E la giornata è trascorsa così… tra quello che prova e riprova cento volte la sua forma, quell’altro che preferisce concentrarsi attraverso la meditazione, i quattro moschettieri che (a me fan sorridere ogni volta che li vedo) stemperano la tensione pre-gara scherzando tra loro come quattro buontemponi in vacanza, le tre Charlie’s Angels a cui non sfugge niente, Giacomo e Ciccio che si stuzzicano come cane e gatto ma si vede lontano un miglio il reciproco affetto, insomma tra un “momento Yonghon” e l’altro i nostri atleti hanno raccolto a piene mani i meritati frutti del loro impegno.

Certo, non sempre si può vincere tutto; qualche volta sui gradini più alti del podio ci vanno altri perché si dimostrano più bravi di noi o perché i nostri meriti non vengono riconosciuti , e non mi riferisco solo al caso sopracitato di Rebecca ma anche, per esempio, a Irene che sicuramente avrebbe meritato di raccogliere di più di quanto non abbia ricevuto ieri…. Ma anche chi non ha conseguito il risultato sperato è comunque sceso dal tatami con la certezza di aver fatto il proprio dovere, con l’orgoglio di esser parte di un qualcosa di grande e con la consapevolezza di aver dato il proprio contributo giorno per giorno. E la prova di ciò sta nell’urlo di gioia che ha accolto la voce che dall’altoparlante annunciava la vittoria, una vittoria con ampio margine, della squadra; un urlo venuto con la stessa intensità dal cuore di tutti perchè tutti si son sentiti partecipi dell’ennesimo “momento Yonghon” della giornata.

Ma c’è un altro “momento Yonghon” su cui vorrei soffermarmi in modo particolare perchè è il più significativo e simboleggia pienamente lo spirito Yonghon che anima questa grande famiglia: un momento speciale che in realtà più che un momento è durato ore… mi riferisco alla giornata del Maestro Roberto.

Roberto era atteso da una gara molto difficile e ciononostante non ha risparmiato neppure una stilla d’energia, nè fisica nè mentale, per prodigarsi a dare assistenza a tutti gli atleti, a consigliarli, ad assisterli e caricarli prima e a complimentarli (o consolarli) dopo. E dopo questo prodigarsi per il gruppo, portando letteralmente per mano gli atleti a mietere successi, in pieno spirito Yonghon ha affrontato la sua prova e, ça va sans dire, l’ha meritatamente vinta.

E così è passata anche questa domenica; con l’ennesima vittoria di uno splendido gruppo di amici che anche questa volta ha mostrato che l’abnegazione negli allenamenti e lo spirito Yonghon portano a grandi risultati come sta a testimoniare la coppa, anzi la coppona (viste le dimensioni) che li ha accompagnati, distrutti di stanchezza ma felici, sul pullman del ritorno a casa.

Che giornata, ragazzi!

Marco Pizzi

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